UNA VISITA A CASA

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Oggi ho in programma tre visite domiciliari, ed è la seconda volta che incontro queste famiglie. Di solito cerciamo di fare visitA alle mamme almeno tre volte dopo la nascita. Una volta che lasciano l’Health Centre, qualche ora dopo il parto, non vedono più l’ostetrica fino a 6 settimane di vita del neonato, quando ritornano al centro nascita per la prima vaccinazione.

Adoro le visite nel post parto. E’ un’occasione speciale per entrare nelle case, guardarsi in torno, esplorare i villaggi e ridere con la famiglia (molto allargata) di ogni donna.

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Io e Botiu, la mia adorabile traduttrice, arriviamo all’ultima visita in programma per la gironata. Ho incontrato questa mamma e le donne della sua famiglia quando ha partorito. Ci siamo messe in cerchio e abbiamo cercato di comunicare in qualche modo, perchè quel giorno non c’era la traduttrice.

La sorella maggiore della donne ci accoglie con un sorriso fiducioso. La donna abita nel retro di una bottega e il suo spazio consiste in una grande piattaforma di legno circondata da una zanzariera rosa. Sul pavimento c’è una stuoia tutta coloarata, accanto a lei la sua bambina sotto un altra piccola zanzariera. Mi siedo insieme a lei e le chiedo come si sente. Ho deciso di vistare questa bimba la settimana seguente alla prima visita perchè alla nascita pesava solo 2.2 kg.

Mi dice che sta bene. Come tutte le donne cambogiane dopo il parto, indossa un cappello di lana, una felpa pesante, una maglietta dolcevita, e stà sotto una coperta di lana. Ci sono 35 gradi, e non cè un filo d’aria. La donna suda molto, ma questa pratica serve per mantenere il corpo -caldo- e a non perdere il latte. Mantenere il corpo -caldo- deriva dalla medicina cinese. Le chiedo se non è accaldata, con tutti quei vestiti addosso, mi dice di no.. Ma accende il ventilatore per me.

Le domando come va l’allattamento, mi risponde che la bimba mangia molto. Le chiedo se ha qualche dolore; si sente bene, nessun dolore. Le chiedo cosa mangia di solito, mi risponde che mangia zuppa di maiale o pesce, riso e qualche verdura. Le avevo raccomandato di mangiare verdure a foglie verdi e almeno un frutto al giorno. Da quanto abbiamo riscontrato in questa zona dopo il parto non mangiano verdure ne frutta perchè credono faccia male al bambino. Quindi è parte di ogni visite fare educazione alimentare.

Controllo gli occhi: la mucosa è pallida. Le suggerisco di contunuare a mangiare frutta e verdura perchè ha bisogno di essere forte e di produrre latte nutriente per la sua bambina. Le dico anche che la frutta e la verdura sono doni speciali della terra, che sono ricchi di vitamine, ferro e sali minerali e che tutti, soprattutto i bambini, dovrebbere mangiarne almeno un pò ogni giorno, cosi’ si ammaleranno di meno. Mi sorride e dice “laoooo” (va bene).

Pesiamo la bambina, ha una settimana di vita e pesa 2.4 kg.,  sono estremamente sorpresa e felice. Le donne cambogiane allattano magnificamente. I bambini difficilmente perdono peso dopo la nascita, anzi ne guadagnano. Un neonato non può piangere in Cambogia, non appena si sveglia, che abbia fame o no, viene attaccato al seno. L’intera comunità femminile incoraggia la donna ad allattare e a non far piangere mai i bambini.

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Provo la pressione, controllo l’utero e le perdite. Va tutto bene.

La saluto, e la ringrazio, la tradutrice mi insegna delle parole e io come un pappagalo incapace le ripeto. Le dico che è una brava mamma, che la bimba sta bene, che ha una bella famiglia.

Durante le visite partecipano sempre tutte le donne della famiglia,  le vicine di casa e tutti i loro bambini ovviamente. Ogni tanto qualcuna intervieve per puntualizzare o ricordare qualcosa. E’ un piacere e un occasione per fare educazione.

Talvolta quando finisco chiedo se qualcuno ha qualche domanda o problema.. e cosi’ la visita si prolunga. Alcune donne, sopratutto le anziane colgono l’occasione per farsi prendere la pressione. Hanno sempre tutte un gran mal di testa. Raccomando sempre di bere molta acqua, loro mi dicono che bevono almeno 3 litri, allora domando : “quante volte fate la pipi?” e loro “2-3 volte al giorno”. Sorrido con il cuore, e nella mia mente penso che hanno un sistema metrico bizzarro. Dico a Botiu di dir loro che devono decisamente bere di più, cosi non avranno piu mal di testa.. Ricordo loro che possono bere l’acqua di cocco, e che è estrememente nutriente e pulita. Ma loro ribattono che le persone in Cambogia sono allargiche all’acqua di cocco.

A parte l’acqua di cocco, che proprio no possono tollerare a causa della dilagante allergia dell’intero popolo, sembrano contente e ascoltano con interesse quello che dico. Anche se io e le altre volontarie abbiamo l’impressione che le traduttrici traducano a loro piacere a volte. Loro parlano per svariati minuti.. e ridono e ribattono. Quando chiedo a Botiu cosa si sono detti.. lei mi risponde con qualche frase, oppure SI, NO, OK!! E io sorrido e lei ridacchia.

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Usciamo dalla tenda e mi fermo a chiaccherare con la sorella. E’ molto amichevole e gentile. Le chiedo dei Curatori tradizionali, quelli che preparano le collane per la pancia e le medicine per la gente del villaggio. Lei sorride e imbarazzata mi dice che non li conosce. Cè un bimbO con una collana, simile a quelle a cui mi riferivo, le chiedo dove la presa. La sorella sorride di nuovo e mi dice che non può dirmi chi l’ha preparata; ma sembra volermi dire di più… Allora insisto un pò. Ci pensa  poi dice che cè un uomo nel villaggio, un Curatore. Le chiedo se posso incontrarlo e se posso avere una di quelle collane per la pancia. Mi dice che devo pagare ma che mi può accompagnare.

Botiu non viene come me, suo padre le ha raccomandato di non andare da questi uomini ed in genere  è molto suscettibile.

Io e la sorella ci incamminiamo nel villaggio, verso la casa del Curatore. Durante la passeggiata mi racconta qualcosa, mi fa vedere alberi e frutti. Facciamo dei lunghi discorsi, io in italiano lei in khmer.. Nè io nè lei ci preoccupiamo se l’una o l’altra capisca quello che stiamo dicendo. Il villaggio è verdeggiante, siamo nella stagione delle piogge e i paesaggi sono di un verde brillante, il riso cresce alto, i canali sono pieni di acqua color terra. gli alberi sono rigogliosi e ogni tanto cè qualche frutto. Ci sono un sacco di case nella zona. e un sacco di gente che cammina qui e là. Delle donne si aggiungono alla nostra passeggiata.

Finalmente io e una carovana di donne e bambini arriviamo alla casa del Curatore. Mi fa sedere, sembra un uomo genitle e simpatico. Mi offre dei piselli secchi confezionati un pacchetto verde fosforescente.

Mangio i piselli, aspettando che quest’uomo mi chieda come mai sono andata a trovarlo.