UPDATE DALLA CAMBOGIA #1

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Tutto quello di cui hanno bisogno è Gentilezza

TAKEO, 16-10-2013

Sono in questo paese da quasi 3 settimane.. Sono stata nel villaggio in questo periodo; ho fatto visite domiciliari e sono stata all’health centre, una piccola struttura sanitaria dove le donne si recano per il parto, per le visite prenatali, vaccinazioni, esami del sangua, e per richiedere farmaci. Condivido la mia vita con magnifiche donne e ostetriche che vengono dall’Australia, Nuova Zelanda, Cambogia, Irlanda, USA e Italia. Abbiamo delle mamme cambogiane che si prendono cura di noi in ogni modo. Ci divertiamo molto, comunichiamo in molte molte lingue, ridiamo un sacco e ci supportiamo a vicenda. E’ una comunità molto accogliente.

Nell’Health Centre  lavorano 4 ostetriche. Il training per le ostetriche qui dura circa 3 anni: durante la settimana stanno nell health centre per il tirocinio e il sabato e la domenica a scuola. I libri sono in inglese ma non tutte sanno l’inglese.

Mentre stavo nel villaggio abbiamo visitato le donne dopo il parto, nelle loro case, fatto visite prenatali all’health centre e visto ho qualche nascita.

L’assistenza al parto è…. beh diciamo che non è molto idilliaca. Una donna quando è in travaglio si reca al centro nascita e sta li con la madre e altre donne della famiglia.. Se la cavano abbastanza bene da sole e sono abbastanza supportate da chi le accompagna, Per questo (mi piace pensare) le ostetriche non se ne occupano fino al momento del parto.

Il parto avviene in una piccola sala con un lettino molto old style, metallico. L’assisstenza è abbastanza medicalizzata: posizioni litotomica, spinte guidate, visite frequenti, scovoli, … Alcune ostetriche aspettano qualche minuto a tagliare il cordone. Quello che fanno è scritto nei protocolli. Hanno imparato cosi’.

Le donne cambogiane sono estremamenti forti. Hanno una fiducia nel loro corpo immensa,  soffrono in silenzio, non richiedono attenzioni. Sono state abituate a non richiederne e a dover far fronte alla vita da sole. Anche in travaglio si rinchiudono nel loro spazio, cullate dall’ossitocina. Alla nascita quando vedono il loro bimbo non mostrano gioia, non sono esattamente felici quando qualcuno gli mette il loro bimbo sul petto. Magari hanno altri 3 figli hanno cui dover dare da mangiare, magari sanno che non devono affezionarsi troppo a questa creatura perche potrebbe non sopravvivere (la cambogia è il paese sud asisatico con il tasso di mortalita infantile piu alto).

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E quindi.. si… mille domande mi sorgono spontanee.. è giusto arrivare qui con le nostre idee di nascita gentile?

Sono una attivista per la nascita gentile, non ho mai pensato ci fosse un modo migliore per dare nascita ad un figlio .. se non con amore. E contunua a pensarlo, con tutto il cuore.

Ora, come vi sentireste  se un gruppo di baran (stranieri) arrivasse dicendo … quello che fate non va bene. noi facciamo in un altro modo. Adesso vi insegnamo noi.

Beh io storcerei il naso.

Ma mi manca il fiato anche quando  vedo una nascita non gentile.

QUINDI, ECCO LA SFIDA!!!

Il popolo cambigiano è stato sottoposto a vilolenza, non gentilezza, e a terribili condizioni che non riesco neanche a immaginare. Tutte le popolazioni post coloniali hanno vissuto la violenza dei nostri popoli occidentali, e questo tipo di comportamento si è insinuato nel loro dna. Le informazioni, le intenzioni, le memorie rimangono nella societa per 7 generazioni.

Questa gente ha avuto un modello di comportamento non gentile, sicuramente violento e poco rispettoso. Quindi come i bambini.. anche loro hanno appreso questo comportamento. Ed davvero evidente notare questo modello nelle schene di parto.

L’ostetrica che ha fondato questa associazione, Nai, quando ha incontrato Denise Love, un ostetrica australiana le ha chiesto con tutto il cuore: insegnaci ad essere gentili.

E cosi’ ci è stato chiesto di portare gentilezza, amore, gioia e di condividere la nostra saggezza di donne e ostetriche, ma sopratutto di portare rispetto ed avere un immenso cuore aperto e tanta pazienza. Probabilmente questa gente è stanca di sentirsi dire cosa fare e come fare.

Il nostro ruolo è di prenderci cura in modo gentile e delicato, emozionalmente e fisicamente di queste donne, madri, ostetriche e famiglie, fiduciose che il nostro modello di comportamento amorevole, si faccia spazio nelle generazioni future. Sapendo che una piccola goccia crea onde infinite nell oceano.

Il mio impegno è di esserci per quella donna. Qualsiasi cosa succeda.

Ci sono con il cuore l’anima il corpo e lo spirito. Proteggo il suo spazio e la accarezzo. La guardo e mi guarda e cerco di trasmetterle sicurezza e di farle capire che va tutto bene, che puo’ fare quello che vuole che E’ LIBERA di esprimersi in ogni modo o di non esprimersi e rimandere nel suo spazio. Non parliamo la stessa lingua. Osservo, ascolto, e sono aperta ad ogni sua richiesta conscia o inconscia sperando e pregando che si senta accolta e supportata tra le mie braccia.

E quando il bambiono nasce osservo di nuovo. Mi perdo negli occhi curiosi e saccenti del neonato. I bambini nelle prime ore di vita hanno uno sguardo misterioso -che sa- , conservano una memoria anitca. Sanno da dove vengono e quale è la loro missione sulla terra. E lo annuso, mi ubriaco di questa nuova vita, che mi da energia, forza vitale e inspirazione. Lo metto vicino alla sua mamma sapendo che nel suo cuore, non aspetta altro e che ama questo cucciolo con tutta l’anima.

Ad entrambi sussurro benvenuti al mondo.

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grazie per il vostro supporto, manatemi pensieri d’amore li spargerò per voi.

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grazie di cuore

Virginia OΔ